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Paragrafo 3 . Il programma repubblicano democratico di Mazzini.

     
La  diffusione  di  una  maggiore sensibilit politica  si  accompagn
all'elaborazione di nuovi programmi, nettamente diversi per  obiettivi
e strategie da quelli delle societ segrete. Il primo ad affrontare il
problema italiano in termini veramente nazionali fu Giuseppe Mazzini.
     Giuseppe Mazzini era nato a Genova nel 1805. Sensibilizzato  alle
questioni  morali  e politiche dall'educazione ricevuta  in  famiglia,
aveva  seguito  con  attenta e commossa partecipazione  i  primi  moti
insurrezionali. Laureato in giurisprudenza e affiliato alla Carboneria
dal  1827,  si occup inizialmente di letteratura, scrivendo  su  vari
giornali  tra  cui l'"Antologia" del Vieusseux, animato  da  un  forte
sentimento  romantico unito all'impegno civile e politico.  Nel  1830,
arrestato  su  indicazione di un delatore, fu  imprigionato  e  quindi
costretto   all'esilio.  Nel  1831,  a  Marsiglia,  fond  una   nuova
organizzazione rivoluzionaria: la "Giovine Italia".
     Obiettivo della Giovine Italia era la realizzazione di uno  stato
non  solo  indipendente,  ma anche unitario e repubblicano.  Unitario,
perch  la  nazione era una sola ed uno doveva essere anche lo  stato;
repubblicano, perch solamente una repubblica, fondata sulla sovranit
nazionale,  poteva  garantire  effettiva  libert  e  indipendenza   e
consentire al popolo di essere soggetto politico attivo.
     Lo   strumento  principale  per  la  realizzazione  del  progetto
mazziniano  era l'insurrezione nazionale, attuata senza aiuti  esterni
dal  popolo  italiano, sensibilizzato da una vasta opera di propaganda
educativa.  A  tale  scopo, la Giovine Italia assunse  caratteristiche
profondamente   diverse  dalle  precedenti  organizzazioni   settarie:
diffusione  su  tutto  il territorio nazionale; assenza  di  qualsiasi
divisione  gerarchica  interna; pubblicizzazione  del  suo  programma;
segretezza solo degli elementi che potessero esporre gli iscritti alla
repressione poliziesca.
     Il  programma  mazziniano si caratterizzava,  oltre  che  per  la
novit  degli obiettivi e della strategia, anche per i suoi fondamenti
ideologici. Mazzini
     
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     riteneva  che  l'umanit fosse sottoposta ad una volont  divina,
corrispondente non al Dio della religione cristiana ma ad un principio
etico  superiore,  che vive all'interno di ciascun  individuo  e  allo
stesso  tempo  oltrepassa le coscienze individuali, per  imporsi  come
realt trascendente. La volont divina assegnava agli individui  e  ai
popoli, intesi per come nazioni, una vera e propria missione, diretta
al progresso dell'intera umanit. Il popolo italiano, pertanto, doveva
raggiungere  l'indipendenza e l'unit nazionale,  per  adempiere  alla
missione assegnatagli, che era quella di promuovere l'unificazione del
mondo sotto il segno della fratellanza tra i popoli.
     La  Giovine Italia si diffuse rapidamente, soprattutto tra i ceti
piccolo-borghesi  ma  anche  tra gli  artigiani  e  gli  operai.  Tale
successo,   per,  fu  vanificato  dal  fallimento  delle   iniziative
insurrezionali, che costarono un elevato numero di vittime. Per questo
Mazzini,  che  nel frattempo aveva fondato la "Giovine Europa"  (1834)
insieme  ad  esuli di altre nazionalit oppresse, ebbe  una  crisi  di
coscienza,  da  lui  stesso  definita "tempesta  del  dubbio"  (1836).
Superata  la  crisi  con la convinzione suprema  che  la  missione  da
compiere presupponesse inevitabilmente lutti, dolori e sofferenze,  si
rifugi  in  Inghilterra, dove riprese l'attivit di propaganda  e  di
organizzazione.   L'insuccesso  di  una  seconda  ondata   di   azioni
rivoluzionarie  nella  prima  met  degli  anni  Quaranta  provoc  un
indebolimento del movimento mazziniano.
     Le   dimensioni   nazionali,  i  fondamenti   ideologici   e   la
collocazione  europea  della questione italiana fecero  del  programma
mazziniano,  nonostante il fallimento delle iniziative  concrete,  uno
dei  pi  efficaci  strumenti  per la  maturazione  di  una  coscienza
nazionale.  Le iniziative della Giovine Italia, inoltre,  stimolarono,
per  reazione,  l'elaborazione e la diffusione di  programmi  liberali
moderati. Esse, infatti, suscitarono la preoccupazione di vasta  parte
della  borghesia e dell'aristocrazia progressista, le  quali  temevano
che   i   problemi   politici  nazionali  venissero  risolti   tramite
l'insurrezione popolare e con la realizzazione di mutamenti  radicali,
come prevedeva il programma democratico-repubblicano di Mazzini.
